Carta: la raccolta è capillare

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Sulla sperimentazione al Rione Sanità abbiamo sentito Roberto Di Molfetta, che ci ha evidenziato pregi, ma anche criticità dell’esperienza.

Come è nato il progetto della raccolta del cartone al Rione Sanità?
È un progetto nato dall’ esigenza di trovare forme per incrementare la raccolta del cartone nei centri più problematici, ma con forte potenziale di raccolta: si è pensato a una sperimentazione al Rione Sanità dove abbiamo trovato un tessuto sociale disponibile e fertile e l’adesione entusiasta di Tommaso Sodano, allora vicesindaco di Napoli. E così siamo riusciti ad avviare questa che è una sperimentazione della durata di 6-8 mesi. Avendo già su Napoli una convenzione con Asia, nell’ambito dell’accordo Anci-Conai, abbiamo sviluppato un’intesa specifica per la sperimentazione nel Rione Sanità.

Che obiettivo vi ponete con questa sperimentazione?
L’obiettivo è quello d’intercettare sia le utenze commerciali, sia quelle produttive che generano come rifiuto il cartone. Ma oltre a ciò abbiamo voluto verificare la possibilità di sviluppare un servizio di raccolta capillare che andasse più in profondità di quello di Asia, in una zona dove le criticità sono rappresentate dalla conformazione fisica del quartiere e dal basso coinvolgimento in generale dell’utenza rispetto al servizio. Per fare ciò siamo stati anche attenti al fatto che il servizio della sperimentazione non si sovrapponesse a quello di Asia, ma lo completasse.

E sul fronte sociale?
La sperimentazione nel Rione Sanità ha avuto come caratteristica anche quella di andare al di là delle finalità ambientali abbracciando obiettivi sociali, ossia quello di consentire a persone disagiate e del quartiere d’avere un reddito. Su questo fronte è stata fondamentale l’attività della Rete Sanità di Alex Zanotelli e della parrocchia di Santa Maria dei Miracoli di Padre Valentino De Angelis.

Si può tracciare un primo bilancio?
Sì. Questa è stata un’esperienza che ha avuto luci e ombre e dalla quale abbiamo imparato parecchio. Da un lato abbiamo avuto un aumento della raccolta del cartone, con la partecipazione di soggetti che in precedenza erano assenti. E ora si sta concretizzando l’allargamento a una zona più vasta tramite il bando che Asia Napoli ha messo a punto anche grazie alla sperimentazione. La parte più problematica è stata quella relativa al bacino ottimale che deve essere più ampio per far tornare i conti. Al Rione Sanità, infine, sarebbe stato utile avere un mezzo più grande, da affiancare a quello piccolo che entra nei vicoli, per poter aumentare le quantità e contenere i costi.

Che differenza c’è tra la raccolta fatta in questa maniera e quella tradizionale?
Parecchia. Si passa da una raccolta di cartone depositato vicino ai rifiuti indifferenziati a una raccolta per singolo utente in funzione delle sue esigenze. Da evidenziare che Asia, per verificare le modalità, su un’area più vasta, ha affidato alla cooperativa Arcobaleno di Torino – pioniere in Italia della cooperazione sociale applicata al settore della raccolta differenziata – in collaborazione con una cooperativa locale, una seconda sperimentazione su un’altra zona di Napoli. Anche in questo caso l’esperienza è andata bene. C’è stata una riduzione dei costi per Asia e un aumento della raccolta.

Comieco ha dei programmi per il Sud. Pensate di utilizzare quest’esperienza?
Sì, pensiamo che una serie di modalità di questa sperimentazione possano inserirsi nel nostro progetto per il Sud che prevede il finanziamento di strumenti e automezzi. Noi prevediamo che al Sud si possa raddoppiare la raccolta, passando dalle 624.000 tonnellate raccolte ogni anno a 1,3 milioni di tonnellate. A Napoli, rimanendo nello specifico stimiamo che si possano superare in breve tempo le 40.000 tonnellate, partendo dalle 30.000 tonnellate del 2014. Il potenziale di raccolta a Napoli è tra le 60 e 70.000 tonnellate sviluppando la raccolta di carta presso le famiglie e gli uffici e del cartone presso tutte le utenze della città.

Quindi pensate che si possa replicare quest’esperienza?
Pensiamo di sì. Il bando del Comune di Napoli per la raccolta del cartone che riguarda circa metà del territorio ha preso molto dall’esperienza partenopea delle cooperative. Tutte le aree dove c’è una difficoltà logistica specifica sono adatte, ma occorrono anche altri fattori da prendere in considerazione. Ci deve essere un interesse a sviluppare questo tipo di servizio da parte degli enti locali e bisogna valutare con attenzione l’ottimizzazione del servizio e tutti i costi cessanti legati alla sottrazione del cartone dal flusso dei rifiuti indifferenziati. E inoltre occorre utilizzare realtà radicate sul territorio che abbiano un know-how specifico che non è possibile improvvisare.

Roma, con il suo centro storico, potrebbe essere un banco di prova?
Noi abbiamo presentato da tempo ad Ama (l’azienda municipalizzata di Roma) un piano specifico per la raccolta del cartone e siamo in attesa. Ama, infatti, ancora non riesce a intercettare tutto il cartone disponibile. Servono servizi diversi, molto più capillari che arrivino a utilizzare modalità innovative, come, per esempio, la segnalazione da parte dei negozi circa la presenza di cartone.

Info: www.ambientesolidale.it www.comieco.org

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