Efficienza di giornata

L'efficienza energetica entra nei programmi dei governi con progetti industriali e di mercato chiari, come nei Paesi Bassi

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In Olanda si stanno realizzando le basi per sviluppare un robusto mercato dell’efficienza energetica degli edifici. Ne ho parlato con Ron Van Erck, Program manager Europe di Energiesprong.

Ci può dire chi siete e che dinamiche utilizzate?
«Vorrei specificare che noi non siamo una compagnia di costruzioni ma siamo un team di persone che sono state incaricate dal Governo nazionale di trovare, per quanto riguarda l’efficientamento energetico, soluzioni sia a livello di mercato, sia sotto al profilo delle professionalità. Si tratta di un incarico che è stato affidato all’esterno, a noi, dopo che, per alcuni anni, il Governo ha tentato di fare ciò senza riuscirci. Per questo motivo ci hanno affidato un incarico quinquennale il cui scopo è quello di cambiare il mercato e trovare il modo affinché le imprese di costruzioni possano identificare le migliori soluzioni, direttamente o in collaborazione con i consumatori. Oltre a ciò lavoriamo sulla finanziabilità dei progetti, sull’influenza che ha il quadro regolatorio sull’efficientamento energetico, consigliando il Governo sui provvedimenti che è necessario prendere. In ultima analisi possiamo definirci un team per lo sviluppo del mercato che supporta il Governo e non un’azienda che effettua gli interventi».

Ciò significa che il Governo si è posto il problema di avviare il mercato dell’efficienza giusto?
«Sì è esatto»

Qual è stato il punto di partenza?
«Si è partiti da un presupposto elementare che però non è scontato nel panorama dell’efficienza energetica: bisogna dare alle persone cose che sono disposte, e che possono, comprare e ciò vale anche per l’efficienza».

Solo questo?
«No. Tutte le soluzioni devono possedere a mio giudizio alcuni criteri comuni. Il primo è che l’ambizione dei progetti deve essere quella di raggiungere i consumi zero, o meglio di produrre più energia di quella che si consuma. Il secondo è che bisogna garantire i risultati sul lungo periodo, almeno trent’anni, mentre il terzo è che la durata degli interventi deve essere breve, al massimo una settimana. Ma un’altra questione importante è che il costo che le persone sostengono per vivere nell’appartamento non deve cambiare, quindi l’ammortamento dell’impianto nel primo periodo non deve essere superiore al risparmio ottenuto. Si tratta di fissare dei punti fermi, delle garanzie che alcuni anni fa non venivano date dalle aziende che realizzavano gli interventi. Si tratta di questioni che hanno una grande importanza per lo sviluppo del mercato».

Cos’è successo dopo?
«È stato realizzato un prototipo dell’abitazione che però era troppo costoso, un poco come lo sviluppo delle nuove autovetture, dal quale però si è imparato parecchio rispetto alle metodologie che sono state applicate in progetti di dimensioni più grandi e con costi inferiori, nel social housing dove sono in corso 111mila interventi nei prossimi tre anni. Ora stiamo provando queste soluzioni nel settore privato e questa è un’altra sfida, perché le dinamiche sono molto diverse».

A che punto siete arrivati ora?
«Oggi realizziamo un intervento d’efficienza energetica in un periodo compreso tra un giorno e una settimana».

Questo articolo è stato pubblicato su QualEnergia numero 3 2015 che puoi leggere gratis a questo link: QualEnergia per web e tabet.

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