Informazione ambientale: qualcosa nella politica si muove

Parte dal M5S la proposta trasversale per salvare l'informazione ambientale

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Il M5S ha lanciato un’iniziativa trasversale per l’informazione ambientale a seguito della chiusura si Scala Mercalli e di Ambiente Italia. Ecco di seguito il comunicato stampa e l’interrogazione parlamentare.

“Maggiore attenzione all’informazione ambientale che il nuovo corso Rai sta mettendo all’angolo, chiudendo programmi divulgativi e culturali di indiscusso valore. Chiediamo un intervento sia all’azienda che al ministero perché ad essere messa in discussione è la stessa mission del servizio pubblico”. Così in una nota congiunta i parlamentari del MoVimento 5 Stelle. Al Senato è intanto stata depositata un’interrogazione parlamentare, a prima firma Girotto, firmata anche da senatori di altri gruppi parlamentari, contro la chiusura della trasmissione ‘Ambiente Italia’ che ha seguito quella di ‘Scala Mercalli’. “Con la cancellazione del programma dal palinsesto tv – si legge nell’interrogazione – scompare un prezioso patrimonio di informazione ambientale. Sorprende soprattutto che la decisione non abbia ragioni legate allo share. Sembra piuttosto che la Rai stia ridimensionando – per durata e collocazione nel palinsesto – buona parte degli spazi d’informazione dedicati all’approfondimento dedicato al patrimonio ambientale e culturale del nostro Paese. Senza prevedere peraltro una valida alternativa”.


Il testo dell’Interrogazione Parlamentare con i nomi dei firmatari

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06415

Atto n. 4-06415

Pubblicato il 27 settembre 2016, nella seduta n. 686

GIROTTO , NUGNES , VACCIANO , PAGLINI , CASSON , BERTOROTTA , CAPPELLETTI , LONGO Fausto Guilherme , GIARRUSSO , BIGNAMI , DE PETRISDONNO , BUCCARELLA ,VACCARI , SANTANGELO , MUSSINI , CASTALDI , MALAN , PUGLIA , MORONESE , CONSIGLIO , COTTI , TREMONTI , SCIBONA , PICCOLI , CIOFFI , SIMEONI , AIROLA , PUPPATO ,MANGILI , CUOMO , LIUZZI –

Al Ministro dello sviluppo economico. –

Premesso che:

  • tramite un messaggio pubblicato sul social network “Facebook” del 10 settembre 2016, il giornalista Beppe Rovera ha annunciato la chiusura della trasmissione “Ambiente Italia” di Rai 3. La chiusura del palinsesto è stata decisa dalla direzione della testata giornalistica regionale (TGR) della Rai, diretta da Vincenzo Morgante;
  • “Ambiente Italia”, settimanale nazionale della TGR, a cura della redazione Rai di Torino, è andato in onda dal settembre 1990, dalle 14.50 alle 15.50, su RAI 3. Con il trascorrere del tempo, la trasmissione ha subito un primo ridimensionamento con lo spostamento dalle 13 alle 14, in competizione con i telegiornali di mezza giornata, e infine una riduzione di durata alla sola mezz’ora nel corso del 2016;
  • a parere degli interroganti, con la chiusura della trasmissione scomparirà, dal servizio pubblico della Rai un pregevole patrimonio professionale costruito sul campo, grazie ad un investimento aziendale lungimirante, riconosciuto da centinaia di migliaia di telespettatori (fra 800.000 e 1,2 milioni a puntata);
  • la trasmissione ha operato sempre in autonomia, essendo dotata di una propria struttura di redazione (con vicecaporedattore, inviato, redattori, assistente, regista) e mettendo al centro il territorio e la sua bellezza, nonché dando voce a numerose istanze poste all’attenzione da parte dei cittadini in difesa dell’ambiente. Si tratta di un’esperienza, che ha coinvolto tutto il mondo dell’ambientalismo, dell’istruzione, della cultura e della scienza, che ha operato nel nome del riequilibrio nell’uso delle risorse naturali, del rispetto di tutti gli ambienti;
  • dopo 20 anni di attività, nel 2010 la trasmissione viene spostata dalla fascia delle 14.50 alle 13.55 in diretta con i principali telegiornali di mezza giornata (tg2 e tg5 delle 13; tg1 e tg7 delle 13.30) e, per di più, senza più la diretta dal territorio. Nonostante la forte concorrenza dei concomitanti telegiornali, l’impegno della struttura di redazione fece si che gli ascolti, pur se ridotti rispetto ai precedenti, ripresero a consolidarsi;
  • nel 2015 la redazione di Ambiente Italia viene eliminata e accorpata a quella della trasmissione Leonardo;
  • per il professore Aldo Grasso, curatore della “Enciclopedia della televisione” edita da Garzanti, “Ambiente Italia è una delle poche rubriche che possono vantare il marchio di garanzia del servizio pubblico”;
  • la Federazione italiana media ambientali (FIMA), ha considerato la scelta direzionale del TGR un nuovo grave colpo all’informazione ambientale;

considerato che:

  • la cancellazione di Ambiente Italia del palinsesto segue la chiusura di “Scalamercalli”, un’altra trasmissione dedicata ai temi dell’ambiente, che aveva ottenuto nelle 2 sole edizioni, in cui è andata in onda lusinghieri risultati di audience;
  • dai teleschermi della Rai diminuiscono costantemente nei palinsesti generalisti gli spazi qualificati per arte, ambiente, musica, paesaggio, cultura, a parere degli interroganti a parte il caso meritorio di Rai Storia, mentre i canali privati a pagamento, come Classica e Sky Art, forniscono un servizio pubblico decisamente organico e qualitativo;
  • a fronte di questa regressione, il servizio pubblico radiotelevisivo, oggi finanziato per circa il 70 per cento dal canone, riduce sempre più sulle reti generaliste il numero e il ruolo delle trasmissioni tradizionalmente dedicate ai beni culturali e ambientali o le confina ai canali del digitale terrestre, dove ottenendo poco audience vengono poi soppresse, come è avvenuto per Tgr Montagne, soppresso che è passato passato dal 4 per cento di Raidue (circa 300.000 teleutenti), allo 0,4 di Rai5 (circa 30.000 spettatori), oppure assumono il ruolo di trasmissioni di “intrattenimento”, come la domenicale “Linea Verde”, scesa dai 4-5 milioni di spettatori di alcuni anni fa al milione e mezzo attuale;

considerato inoltre che, a parere degli interroganti:

  • sarebbe opportuno, considerando l’importante e strategico tema dell’ambiente e della cultura coniugato con l’interesse sempre meno qualificato che la Rai dimostra verso di esso nei telegiornali e nei canali generalisti, invitare la dirigenza RAI a predisporre, anche in vista dell’ormai prossimo rinnovo del contratto di servizio 2016, un vasto e dettagliato piano di trasmissioni nelle quali si diffonda e potenzi il racconto della straordinaria diversità e qualità del nostro patrimonio storico, artistico, paesaggistico, musicale, culturale, soffermandosi sulla necessità di conoscerlo e di tutelarlo adeguatamente, anche creando un canale permanente per arte, musica e cultura, così come stanno facendo numerose emittenti;
  • in un Paese sprofondato nell’ignoranza nel quale l’insegnamento della storia dell’arte e del paesaggio è ridotto a pochissime ore soltanto in alcune scuole superiori e quello della musica è di fatto assente, rischia di sparire il compito educativo e formativo della emittente radiotelevisiva statale. Tale tematica era e resta basilare quanto purtroppo largamente disattesa o confinata a canali marginali con ascolti minimi;
  • la sensibilità e gli interessi verso le tematiche ambientali stanno emergendo fortemente nell’opinione pubblica e politica. Anche Papa Francesco si appella ormai quasi quotidianamente al rispetto dell’ambiente e di chi lo abita. La sostenibilità fa capolino in qualsiasi discorso politico ormai planetario, come mostra anche la ratifica di 170 Stati dell’Accordo di Parigi sul clima del 2015;
  • il crescente interesse degli italiani sulle esposte tematiche è confermato anche dalle ricerche più recenti effettuate da Ilvo Diamanti, attraverso interviste di Demos-Coop;

considerato altresì che:

  • il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante “Testo unico della radiotelevisione”, che norma i servizi dei media audiovisivi e radiofonici, riporta, all’art. 3, che “Sono principi fondamentali del sistema radiotelevisivo la garanzia della libertà e del pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, (…) la lealtà e l’imparzialità dell’informazione (…) la salvaguardia delle diversità etniche e del patrimonio culturale, artistico e ambientale, a livello nazionale e locale”
  • l’articolo 2, comma 3, lett. a), del contratto di servizio 2010-2012, stipulato tra la Rai e il Ministero dello sviluppo economico, attualmente in vigore, impegna la Rai a rispettare “i principi di obiettività, completezza, imparzialità, lealtà dell’informazione”? la lettera r) del medesimo articolo impone alla Rai di “garantire la comunicazione sociale attraverso trasmissioni dedicate all’ambiente, alla salute, alla qualità della vita, (…) assegnando spazi adeguati alle associazioni rappresentative del settore”, lo scopo dei programmi e delle rubriche di promozione culturale come “Ambiente Italia”, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. f) del citato Contratto di Servizio, è anche “far partecipare la società italiana alla tutela del patrimonio artistico e ambientale del Paese”

considerato infine che, a parere degli interroganti: non configurandosi problemi del programma “Ambiente Italia”, legati allo share, sembrerebbe che la RAI stia ridimensionando, nella durata e nella collocazione in palinsesto, buona parte degli spazi d’informazione dedicati all’approfondimento dedicato al patrimonio ambientale e culturale del nostro Paese,

si chiede di sapere:

  • se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno pronunciarsi sulla vicenda descritta, considerato peraltro che, in base al contratto di servizio, rientra tra gli obblighi della società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo la predisposizione di programmi di contenuto culturale, anche con riferimento alle tematiche ambientali.

Il link all’interrogazione originale.


 

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