Fare il giornalista ambientale ha, per me, un senso che va oltre la professione. Lo sono diventato perchè quando facevo il fotogiornalista nei primi anni ottanta occuparmi d’ambiente fu una naturale prosecuzione del mio interesse verso il sociale. Per questo motivo mi trovai a fotografare la prima manifestazione nazionale dei Verdi a Roma, era il 1984, per L’Espresso. Successivamente mi occupai d’ambiente per La Nuova Ecologia, che era del Gruppo L’Espresso e divenni il fotografo “semiufficiale” di Greenpeace Italia fin dalla prima azione nel 1987.
Erano gli anni del referendum contro il nucleare, della lotta contro i Cfc che bucano lo strato d’ozono e nel 1989 si arrivò all’istituzione del Ministero dell’Ambiente (ebbene si, prima non c’era).
Quando verso la fine degli anni novanta ho ripreso il lavoro, dopo un’incidente e una lunga malattia, è stato naturale occuparmi delle stesse tematiche delle quali mi sono interessato in precedenza, facendo il fotogiornalista.
Ecco dunque che sono diventato un giornalista ambientale. Ed ecologia e ambiente erano ancora un territorio di frontiera.
Sono stato nominato “Reporter per la Terra 2015” alla prima posizione del premio giornalistico e fotogiornalistico conferito da Earth Day Italia e il Ministero dell’Ambiente nell’ambito delle celebrazioni del World Environmental Day (5 giugno). Ho dedicato a Eric Barbizzi giovane giornalista della redazione di Giornalisti Nell’Erba – di cui sono diretto scientifico – e che avrà 45 anni nel 2050. quando gli effetti dei cambiamenti si faranno sentire sul serio.
Ecco le motivazioni del premio: “Dirige la rivista Qualenergia, un’iniziativa editoriale coraggiosa che cerca di rendere semplice ciò che è complesso, parla infatti di energia e rinnovabili interpretando dati, fornendo letture semplici di tecniche e tecnologie complesse. Un bimestrale che nasce per le PMI, il motore di riscatto del nostro Made in Italy e per i cittadini sensibili, motore della diffusione della conoscenza in questi tempi di web 2.0. Partecipa e sostiene iniziative per la promozione del giornalismo ambientale, è promotore e parte del direttivo di FIMA Federazione Media Ambientali e della Carta dell’informazione ambientale. Sperimenta nuove forme di diffusione e partecipazione editoriale attraverso la rete”.