Fotovoltaico in ripresa: ma non in Italia

I prossimi cinque anni vedranno un grande sviluppo del fotovoltaico a livello europeo e mondiale con l'Italia in retroguardia

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In Italia il fotovoltaico avrà una, moderata, ripresa. Lo si può verificare nel “Global Market Outlook 2017-2021” pubblicato di recente da SolarPower Europe. L’Italia realizzerà, nei prossimi cinque anni, da 2,3 GWp a un massimo di 5,5 GWp di impianti fotovoltaici, con una media di 3.542 MWp.

Sono dati contenuti che oltretutto non consentiranno il raggiungimento degli obiettivi per le fonti rinnovabili elettriche che sono contenuti nella Strategia Energetica Nazionale (Sen) e che fissano la produzione di elettricità da fonti rinnovabili al 48-50% entro il 2030.

Ciò è la prova di come la Sen sia stata realizzata utilizzano non numeri certi ma tendenze che si basano su proiezioni quanto meno opinabili e che corrispondono a dei “desiderata” del Governo, oltretutto imposti dalle future direttive europee in materia d’energia, il cosiddetto “Winter package” che l’Italia sta tentando di rimodulare al ribasso, in compagnia di paesi decisamente fossili quali la Polonia.

Italia a parte l’Outlook prevede per il fotovoltaico che nel periodo 2017-21 ci sia un aumento della capacità in Europa tra i 98,6 e i 33,6 GWp, con l’Italia che comunque rimarrà in in seconda posizione per potenza cumulata con 22.525 MWp.

Molto distante alla prima che sarà la Germania, con 53.611 MWp. «Il lungo declino del mercato fotovoltaico europeo è arrivato alla fine e nel 2017 è molto probabile che inizi un nuovo ciclo di crescita», si legge in una nota dell’associazione dell’industria fotovoltaica europea.

Sono tre gli scenari che sono stati disegnati per descrivere la traiettoria europea del fotovoltaico. Dalla capacità installata oggi nell’Unione europea che è di 104,3 GWp della fine 2016, nel 2021 si arriverà a 137,9 GWp nello scenario minimo, a 167,2 GWp in quello medio e a 202,9 GWp in quello massimo.

Tutto ciò grazie a una serie di fattori che dovrebbero produrre effetti positivi come l’autoconsumo, le aste, i target dell’Unione Europea al 2020, la domanda stimolata dai bassi costi degli impianti, lo sviluppo dei nuovi mercati e la regolazione.

La differenza tra lo scenario minimo e massimo che è molto ampia è dovuta, secondo l’Outlook alle politiche che saranno prese sia a livello dell’Unione europea, sia a quello dei singoli stati. Chiaro quindi che la partita si sta giocando ora e con effetti immediati. Anche con le nuove direttive europee sull’energia che rappresenteranno a breve una chiara indicazione di politica industriale in materia di rinnovabili. Nel bene o nel male.

Sempre a livello europeo l’Outlook ritiene che i principali mercati del fotovoltaico saranno nell’ordine Germania, Francia e Turchia, che nello scenario medio aggiungeranno nuova capacità nel quinquennio per, 1,2 8 e 6,5 GW, seguiti da Olanda, Regno Unito e, in sesta posizione l’Italia.

Nel 2017 in tutto il mondo, invece saranno installati 80,5 GWp di fotovoltaico, il 5% in più rispetto al 2016 con la Cina protagonista nel quinquennio con 88,4 GWp nello scenario minimo e 160,4 GWp in quello massimo.

Altra indicazione importante del’Outlook è quella rappresentata dal fatto che da qui al 2015 il mercato del fotovoltaico sarà dominato dai grandi impianti “utility scale”, seguiti anche se in misura molto minore dai piccoli sistemi sui tetti.

Il settore utility scale del fotovoltaico passerà infatti dai 180 GWp di oggi ai 500 GWp del 2021 a livello mondiale. Un settore nel quale l’Italia non ha speranze di imporsi visto che ha vietato lo sviluppo di impianti utility scale. Ossia quelli a terra. Annullando così, per il fotovoltaico me non solo, uno zoccolo duro come quello del mercato interno.

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