Nucleare: per la Svizzera non è rinnovabile

In Svizzera tutti i nuovi investimenti sono nelle rinnovabili, cosa che potrebbe mandare in pensione il nucleare

Centrale Nucleare
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La notizia è di quelle che fanno toccare la transizione energetica con mano. Tra sei anni, e non tra sei decenni, la Svizzera potrebbe aver sostituito l’energia nucleare con quella da fonti rinnovabili.

Si tratta di un fatto che potrebbe accompagnare, dopo le incertezze circa il contestato progetto dei due reattori francesi da realizzare in Gran Bretagna a Hinkley Point per motivi di costo, l’atomo sul viale del tramonto.

Questa corsa delle rinnovabili nella confederazione la si deve al fatto che i fornitori elvetici di energia e gli investitori istituzionali negli scorsi cinque anni hanno investito qualcosa come sette miliardi di franchi, pari a 6,3 miliardi di euro.

«Se si continuerà questo ritmo in sei anni le centrali atomiche potranno essere sostituite da quelle elettriche a energia rinnovabile», ha affermato in una nota Energie Zukunft Schweiz (EZS), soggetto che riunisce vari fornitori regionali di energia, acqua e telecomunicazioni prodotti da fonti rinnovabili o a basso impatto ambientale.

Le cinque centrali nucleari che sarebbero sostituite dalle rinnovabili, non hanno un ruolo marginale visto che lo scorso anno hanno prodotto 22 TWh coprendo circa un terzo del fabbisogno elettrico interno.

Oggi gli impianti a fonti rinnovabili presenti nella confederazione producono 3,4 TWh, ma a questi è necessario aggiungere i 6,5 TWh annui prodotti da installazioni all’estero in mano elvetica. Le rinnovabili, quindi già oggi hanno una produzione elettrica, in Svizzera, che è la metà di quella nucleare.

Ma le rinnovabili non si fermano a ciò. Impianti per una produzione annua di 3,8 TWh sono già stati finanziati, mentre altri per 6,4 TWh, sono in lista di attesa. Insomma già tra due o tre anni potrebbero esserci oltre 10 TWh di produzione aggiuntiva da rinnovabili.

E a tutto ciò s’aggiunge il fatto che il 27 novembre si voterà in Svizzera su un’iniziativa popolare promossa dai Verdi elvetici “Per un abbandono pianificato dell’energia nucleare”, con la quale si chiede lo spegnimento di tutti i reattori nucleari dopo 45 anni di attività, ossia al massimo nel 2029.

Una scadenza che però potrebbe essere anticipata dalla rinnovabili che hanno dei costi d’esercizio nettamente inferiori al nucleare, anche se nel caso svizzero si tratta di centrali ampiamente ammortizzate vista l’età.

Dipende, in realtà, dalla gestione delle scorie i cui costi spesso ricadono sulle spalle delle amministrazioni pubbliche. La Svizzera, per esempio, è nella fase decisionale per quanto riguarda la scelta dei luoghi adatti per i depositi delle scorie negli strati geologici profondi. Scelta che dovrebbe avvenire nel 2018.

Questo articolo è stato pubblicato su Tekneco

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