Nucleare crepato

Il nucleare belga ha delle crepe. Le centrali nucleari di di Doel 3 e Tihange 2 hanno vere e proprie fessure nei vessel, ossia nei contenitori principali dei reattori

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Nucleare belga. Hanno degli acciacchi non da poco, ma sono definiti “sicure” le centrali nucleari del Belgio. E non hanno delle crepe sugli edifici di servizio ma vere e proprie fessure nei vessel, ossia nei contenitori principali dei reattori di Doel 3 e Tihange 2, nelle due centrali che forniscono il 50% dell’elettricità consumata nel paese.

Migliaia di crepe, appunto, la cui scoperta ha portato a spegnere nel 2012 due reattori. Si tratta di microbolle d’idrogeno lunghe fino a 16 centimetri e presenti nell’acciaio del vessel fin dalla realizzazione.

L’agenzia belga per il nucleare ha autorizzato il riavvio dei due reattori nel novembre scorso, accogliendo le ragioni del gestore, secondo il quale trattandosi di fessure presenti fin dalla costruzione, provocate dal metodo di fusione dell’acciaio e non dall’usura, non hanno un impatto inaccettabile sulla loro sicurezza.

Ma secondo un esame commissionato dagli europarlamentari verdi, reattori con difetti simili non sarebbero stati omologati né oggi né negli anni in cui sono stati realizzati. In più si aggiunge la vecchiaia. Tihange 1, in funzione dal 1975, ha raggiunto l’età della pensione nel 2005, rinviata al 2015 e ulteriormente prorogata al 2025. Stessa sorte per Doel 1 e 2, che avrebbero dovuto ritirarsi nel 2014 e nel 2015 e anche loro arriveranno al mezzo secolo: fino al 2025.

«La radioattività non conosce confini ma – esattamente come l’Ucraina – il Belgio ha prolungato l’operatività dei suoi catorci atomici senza effettuare la valutazione d’impatto ambientale e la consultazione pubblica con i Paesi confinanti come è invece previsto dalla Convenzione di Espoo sui rischi transfrontalieri, cui pure il Belgio aderisce. – afferma l’eurodeputato M5S Dario Tamburrano – Infatti Olanda, Lussemburgo e Germania, ai cui confini sono prossimi i reattori, si stanno preoccupando».

Il bello è che le società Electrabel ed Edf, proprietarie degli impianti, hanno ottenuto anche delle clausole di salvaguardia per i mancati profitti in caso di chiusura anticipata del nucleare.

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