Biogas: arriva quello fatto in casa

Ridurre i rifiuti, guadagnando in energia. Questo è ciò che promette un nuovo sistema per la produzione di biogas a livello domestico

biogas casa
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Continuano i progressi in termini d’autoproduzione energica. Questa volta tocca al biogas che presto potrà essere prodotto in casa grazie ai rifiuti domestici che si trasformano in energia e fertilizzanti.

Il sistema si chiama Home Biogas e produce biogas dai rifiuti organici di una famiglia e permette tre ore di cottura al giorno grazie al gas prodotto dagli avanzi della cucina, ma non solo. Oltre a produrre energia rinnovabile sotto forma di biogas, il piccolo impianto, realizzato da una startup israeliana, converte la sostanza organica dei rifiuti oltre che in gas anche in fertilizzanti. In pratica è sufficiente mettere nel proprio giardino, o terrazzo, il sistema contiene al suo interno un digestore, un compressore e un filtro e grazie al suo design capta il calore della radiazione solare avviando così la reazione per la trasformazione dei rifiuti in biogas e fertilizzante.

Il principio è sostanzialmente quello del biogas prodotto dalle aziende agricole, per cui nulla di nuovo sotto al profilo delle tecnologie, ma per la prima volta ha queste, piccole, dimensioni. L’impianto può elaborare fino a sei litri di rifiuti alimentari o 15 litridi deiezioni animali al giorno ed è in grado di produrre il biogas necessario a cucinare per tre ore (600 litri) e dieci di fertilizzante liquido ogni giorno.

Non sono male anche i vantaggi sul fronte ambientale. In un anno, infatti, si eliminano una tonnellata di rifiuti organici e si riduce l’equivalente di sei tonnellate di anidride carbonica prodotte da una famiglia. Per cui si eliminano i costi di smaltimento e trattamento dei rifiuti e si guadagna in termini d’energia pulita e sarebbe interessante verificare la possibilità d’alimentare impianti di dimensioni più grandi per servire, condomini o comunità, con il biogas.

Tutto l’impianto per il biogas solo pesa 35 chilogrammi, è compatto per il trasporto ed è particolarmente adatto per le comunità isolate dei paesi in via di sviluppo dove spesso le popolazioni più povere cucinano in ambienti chiusi con biomasse d’origine vegetale o animale, cosa che provoca gravi problemi polmonari specialmente alle donne.

Particolare anche il sistema di finanziamento del sistema che è avvenuto tramite una raccolta fondi sul web con la piattaforma Indiegogo e che attualmente ha raccolto oltre 211 mila dollari: un finanziamento pari al 207% delle aspettative. A dimostrazione di quanto interesse ci sia verso l’autoproduzione energetica dal basso. A oggi il sistema costa 945 dollari.


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Questo articolo è stato pubblicato su Tekneco

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