Clima non centrato

Gli accordi di Parigi potrebbero mancare l'obiettivo dei 2°C, nonostante la spinta delle rinnovabili

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Parigi non raggiungerà gli obiettivi. I target climatici sul clima definiti nell’Accordo di Parigi del 2015 non saranno raggiunti. E ciò nonostante la transizione energetica verso le rinnovabili che in tutto il mondo procede spedita. Velocemente, ma non tanto da mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. La previsione è contenuta in uno studio realizzato dalla società norvegese Dnv Gl presentato ad Amburgo. Secondo il rapporto, il consumo energetico globale raggiungerà il suo picco nel 2035 e da quel momento in poi non continuerà ad aumentare.

Ma, prosegue lo studio, entro la fine di questo secolo saranno emessi in atmosfera circa 770 gigatonnellate di anidride carbonica, più della quote necessaria per limitare l’aumento della temperatura ai due gradi centigradi, che è l’obiettivo del patto firmato nella capitale francese tre anni fa. Secondo gli autori dello studio, entro il 2100 la temperatura globale aumenterà di 2,6 gradi, quindi gli accordi di Parigi per fare qualcosa andranno rivisti al rialzo visto che gli INDCs (gli obiettivi volontari presentati a Parigi) se non aggiornati porterebbero la temperatura a 2,7 gradi.

Si tratta secondo lo studio di un aumento della temperatura che si verificherà anche se, come previsto dalla ricerca, al 2050 la metà dell’energia prodotta proverrà da fonti rinnovabili, come il Sole o il vento. L’altra metà della quota energetica, infatti, sarà comunque di origine fossile, tra gas, petrolio o carbone, anche perché si tratterà di aggredire in profondità lo zoccolo duro delle fonti fossili che è la parte più complessa da affrontare. Mentre le rinnovabili sono semplici da applicare in presenza di infrastrutture evolute che gestiscono dati e sono efficienti, queste fonti sono complicate da gestire in presenza di reti incomplete, frammentarie e che non gestiscono dati come quelle dei paesi in via di sviluppo. Insomma, i combustibili fossili continueranno ad avere un ruolo importante, anche se meno di oggi: si prevede infatti che la loro quota nel mix energetico, al 2050, sarà del 50% mentre oggi rappresenta più dell’80%. Lo studio stima inoltre che nel 2027 un nuovo veicolo su due circolante in Europa sarà elettrico.

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